Flora e Fauna Parco dell’Appia Antica

Il Parco dell’Appia Antica è un’area protetta di interesse regionale di circa 3.296 ha; il Piano regionale dei parchi e delle riserve (delib. G.R. 29/9/1992 n. 8098) ha classificato il parco come “area protetta di interesse nazionale”. All’interno dell’area sono compresi la valle della Caffarella (250 ha), il Parco archeologico della via Latina, il Parco degli Acquedotti (240 ha), un tratto della via Appia Antica all’interno dei comuni di Ciampino e Marino.
Dal punto di vista ecologico, il Parco rappresenta un collegamento fondamentale tra le residue aree di importanza naturalistica della città di Roma – tra cui le ville storiche, il corso del Tevere, aree agricole periferiche e altri siti più o meno compresi nella rete regionale di Aree Protette – e il territorio dell’Agro romano.
Tra questi, il Parco degli Acquedotti e il Parco della Caffarella sono due parchi cittadini di Roma. Questi piccoli polmoni verdi, dal punto di vista naturalistico, rappresentano il residuo di un tratto di Agro Romano che originariamente si estendeva senza interruzioni fino ai Colli Albani. Come parco urbano, hanno un importantissimo patrimonio vegetale, annoverando una notevole quantità di specie nostrane ed esotiche, tra cui fichi, pioppi, olivi lecci, pini, rovi, canne, trifogli e papaveri, ma anche vegetazione legata ad ambienti acquatici, come fontanili ed il fosso Almone che passa per la Caffarella.

Flora del Parco degli Acquedotti

Il Parco degli acquedotti possiede al suo interno una notevole quantità di specie arboree, arbustive ed erbacee, sia coltivate, sia spontanee. La maggior parte dell’area è coperta da prati e pascoli formati da erbe basse come la gramigna comune (Elymus repens), il trifoglio bianco (Trifolium repens), il trifoglio pratense (Trifolium pratense), il papavero comune (Papaver rhoeas), il finocchio (Foeniculum vulgare), il grespino sfrangiato (Sonchus tenerrimus), le camomille (Anthemis sp.) e anche da singoli arbusti ed alberi come l’olivo (Olea europea), l’acero campestre (Acer campestre), il leccio (Quercus ilex), il fico (Ficus carica), il pioppo nero (Populus nigra) e il pino domestico (Pinus pinea). Sono presenti anche orti ed aree coltivate e cespugli di rovo selvatico (Rubus ulmifolius) vicino agli acquedotti, ai corsi d’acqua e alle ferrovie. Lungo i fossi, le marrane e il laghetto, è possibile rinvenire l’ortica (Urtica dioica), la parietaria (Parietaria diffusa), l canne di palude (la cannuccia di palude Phragmites sp.e la canna comune Arundo sp.) e piante acquatiche come il sedano acquatico (Apium sp.) (Viglioglia, 2004).

Fauna del Parco degli Acquedotti

Tra le numerose specie animali, nel Parco degli Acquedotti sono presenti un’infinità di insetti. Tra questi è bene ricordare l’insetto stecco francese (Clonopsis gallica) e le mantidi, quella nana europea (Ameles spallanzania) e quella religiosa (Mantis religiosa). Vicino agli specchi d’acqua si radunano invece le libellule, come la libellula splendente culviola (Calopteryx haemorroidalis haemorroidalis), la frecciazzurra celeste (Orthetrum brunneum brunneum) e il cardinale striato (Sympetrum striolatum). Tra gli ortotteri troviamo la locusta verdissima (Tettigonia viridissima), il grillo mirmecofilo (Myrmecophilus myrmecophilus), la cavalletta (Acrida ungarica mediterranea). Tra i coleotteri invece sono presenti i Carabidae (es. Carabus rossii), gli Staphylinidae (es. il cocchiere del diavolo Ocypus olens), i Geotrupidae (es. Thorectes intermedius intermedius), gli Aphodiidae (es. Aphodius johnsoni), i Dynastidae (es. lo scarabeo rinoceronte Oryctes nasicornis laevigatus), i Cetoniidae (es. la cetonia Cetonia aurata pisana, e la potosia Potosia cuprea cuprea), i Lampyridae (es. la lucciola Lamprys noctiluca), i Coccinellidae (es. la coccinella comune Coccinella septempunctata), e i Curculionidae (es. Tychius pusillus). Interessante la presenza della mosca scorpione (Panorpa etrusca). Per i lepidotteri, troviamo la zigena (Zygena punctum), la sfinge del convolvolo (Agrius convolvuli) e la farfalla macaone (Papilio machaon).

Flora del Parco della Caffarella

Per quanto riguarda il Parco della Caffarella, un certo grado di qualità ambientale come la valle della Caffarella. Nelle zone umide sono presenti alberi come il salice (Salix alba) e i pioppi, nero (Populus nigra) e tremulo (Populus tremula). Anche piante arbustive ed erbacee sono presenti nelle aree umide, quali la cannuccia di palude (Phragmites australis), la tifa (Typha latifolia), la canna comune (Arundo donax), il carice di primavera (Carex caryophyllea), il giunco ricurvo (Juncus inflexus), la festuca falascona (Festuca arundinacea), la menta romana (Mentha pulegium), la veronica acquatica (Veronica anagallis-aquatica), la piantaggine acquatica (Alisma plantago-aquatica). Tra le felci si ricordino il brachipodio a due spighe (Brachypodium distachyum), il capelvenere (Adiantum capillus-veneris) e gli equiseti, dei campi (Equisetum arvense) e l’equiseto maggiore (Equisetum telmateja). Di notevole interesse è l’orchidea acquatica (Anacamptis laxiflora). Nei fossi, nei fontanili e nel ninfeo è possibile rinvenire l’aliena lenticchia d’acqua minuscola (Lemna minuta) e la lenticchia d’acqua comune (Lemna minor). Lungo il corso d’acqua invece troviamo la lingua d’acqua comune (Potamogeton natans).

Fauna del Parco della Caffarella

Nelle piccole zone umide, habitat d’elezione di anfibi, troviamo la raganella (Hyla intermedia). Presenze di notevole interesse naturalistico, al pari di quella del granchio d’acqua dolce (Potamon fluviatile) – raro in tutta la provincia di Roma – alla Caffarella. Lungo il fosso dell’Almone e nel laghetto della Caffarella sono inoltre presenti i macroinvertebrati bentonici di fiume e l’ittiofauna. I primi sono rappresentati da efemerotteri, coleotteri, larve di zanzare culicidae e da emitteri (in particolar modo dalla notonetta Anisops sardea). Di tutte queste larve di macroinvertebrati si cibano predatori come l’airone cenerino (Ardea cinerea), la garzetta (Egretta garzetta) e la gallinella d’acqua (Gallinula chloropus). Per quanto riguarda l’ittiofauna, sono presenti il barbo tiberino (Barbus tyberinus) e la rovella (Rutilus rubilio).

Fonti

  • VIGLIOGLIA, V. (2004). NOTE PRELIMINARI SULL’ENTOMOFAUNA DEL PARCO DEGLI ACQUEDOTTI (ROMA)(1< 0<). Bollettino dell’Associazione Romana di Entomologia59(1-4), 1-18.
  • Lemna minuta Kunth (Araceae) nel Lazio (Italia centrale): note morfologiche e osservazioni sui caratteri d’invasività Iamonico D., Abati S. & M. Iberite https://www.naturamediterraneo.com/primoconvegnoNM/Iamonico_Iberite.pdf
  • Studio ecologico ed economico dei corsi d’acqua e delle aree umide del Parco Regionale dell’Appia Antica (Roma). L. Mancini et al. Potete trovarlo qui