Flora e Fauna Villa Ada

Dopo la caduta della monarchia nel 1946 Villa Ada Savoia diventa proprietà del Comune di Roma e viene costituita come parco urbano accessibile ai cittadini. La parte che era proprietà personale del Re è invece rimasta privata e versa in stato di abbandono. La zona rimasta pubblica è stata dotata di un percorso anulare lungo circa quattro chilometri, all’interno del quale sono possibili scorciatoie trasversali, attrezzato con pannelli che illustrano le caratteristiche delle varie zone. Tra le varie zone pubbliche, è possibile incontrare una discreta biodiversità probabilmente dovuta all’alta eterogeneità di specie vegetali. Il substrato geologico è costituito essenzialmente da tufi, lapilli grigi, pomici e areniti piroclastiche leucititiche; nelle aree marginali, vicino ai corsi d’acqua, prevalgono le facies fluviali con sabbie chiare e ghiaie. Il suolo è generalmente profondo.

Flora

Il territorio di Villa Ada è alberato all’80%, mentre il restante 20% è a vegetazione erbacea (prati, arbusti). La flora è estremamente varia, ed è prevalentemente di origine antropica. L’ albero dominante è il pino domestico, specie che caratterizza in generale il paesaggio di Roma. Sono presenti molte piante autoctone o di antica naturalizzazione come lecci, allori, olivi, olmi, aceri, pioppi e molte specie di quercia, ma anche molte specie non autoctone, come alberi tropicali e palme, inserite a scopo ornamentale. All’interno della villa è presente anche una rarissima metasequoia, una conifera acquatica importata dal Tibet nel 1940.

Fauna

Sono molteplici i fattori abiotici (come temperatura, umidità, pH del suolo e molti altri) che permettono la sopravvivenza di una ricca popolazione faunistica, specialmente dovuta alla vicinanza con il Tevere. Scoiattoli, talpe, ricci, conigli selvatici e istrici sono solo alcuni degli animali che sarebbe possibile avvistare in diversi orari della giornata. Fra le comunità di uccelli è possibile osservare diverse colonie nidificanti.

Tale eterogeneità è tipica di parchi urbani e suburbani, che possono avere maggiore ricchezza e densità di avifauna rispetto a zone naturali purché vi sia una elevata diversità vegetale, verticale e orizzontale. Un altro fattore determinante per la presenza dell’avifauna in aree verdi urbane come i parchi pubblici, oltre alla eterogeneità vegetale, può essere la condizione di relativa tranquillità di cui tali zone godono: scarso disturbo legato ad attività agricole o forestali, mancanza di attività venatoria, limitata presenza di predatori ed infine, quantità di cibo maggiore dovuta alla presenza umana. 

Per Villa Ada Savoia un altro fattore favorevole all’avifauna è la scarsa manutenzione nella zona chiusa al pubblico, con poca cura delle piante e quindi con alberi e rami marcescenti, cavità e cespugli adatti alla nidificazione. Per quanto riguarda l’avifauna nidificante sono più di 20 le specie nidificanti osservate e le dominanti sono capinera (Sylvia atricapilla), scricciolo (Troglodytes troglodytes), pettirosso (Erithacus rubecula), verzellino (Serinus serinus), cinciarella (Parus caeruleus),fiorrancino (Regulus ignicapillus), cinciallegra (Parus major) e il merlo (Turdus merula).

Fonti

  • Ianniello, L. (1987). Censimento dell’avifauna nidificante in un parco pubblico romano: Villa Ada. Avocetta, 11, 163-166.
  • Celesti-Grapow, L., Capotorti, G., Del Vico, E., Lattanzi, E., Tilia, A., & Blasi, C. (2013). The vascular flora of Rome. Plant Biosystems-An International Journal Dealing with all Aspects of Plant Biology, 147(4), 1059-1087